Domande Frequenti

I punti seguenti hanno l’obbiettivo di spiegare in maniera generale, ma a nostro parere esaustiva, alcuni principali punti che caratterizzano l’adesione al network Facciamoci Compagnia.

 

Quelle riportate sono le principali domande che avete posto nelle tante telefonate intercorse in questi mesi, oggi utili per informazioni adeguate ad un primo orientamento.

Che cos’è Facciamoci Compagnia?

È un progetto che mira a migliorare la qualità di vita delle persone anziane promuovendo lo stare insieme attraverso strutture ricettive chiamate Co-House.

Che cos’è una Co-House 'Facciamoci Compagnia'?

La Co-House Facciamoci Compagnia è una struttura residenziale per anziani autonomi e semiautonomi.

 

L’obbiettivo è quello di creare un ambiente familiare ed accogliente nel quale le persone possano decidere di trascorrere la terza età.

 

La Co-House eroga un supporto materiale alla quotidianità dei propri ospiti attraverso il lavoro di operatori (i nipoti) specializzati.

Quali normative regolano il settore?

Le norme che regolano questo tipo di attività sono i regolamenti regionali afferenti al settore delle politiche sociali. Tali regolamentazioni variano da regione a regione anche se presentano alcune caratteristiche comuni che rendono la Facciamoci Compagnia attivabile su tutto il territorio nazionale.

Quali sono i requisiti strutturali per l’apertura?

Per l’apertura di una Co-House “Facciamoci Compagnia” è necessario che venga individuato un immobile situato in una zona centrale o semicentrale dei comuni.

 

È possibile selezionare appartamenti, ville o ville a schiera che abbiano tali requisiti:
  • camere doppie di almeno 16 mq;
  • camere singole di almeno 11 mq;
  • cucina abitabile;
  • salone di dimensioni appropriate alla presenza di almeno 6 ospiti;
  • camera per l’operatore di almeno 9 mq;
  • doppi servizi con doccia provvista di seggiolino (in alcune regione i bagni sono 3);
  • sistema di illuminazione d’emergenza;
  • sistema di allarme acustico vicino ai letti.

 

È sempre bene preferire immobili con terrazzi o giardini; nel caso i cui non vi siano quest’ultimi è preferibile che l’alloggio sia nei pressi di una piazza o di un parco.

 

È necessario che la Co-House sia inserita in un contesto privo di barriere architettoniche: ad esempio, nel caso di ascensore questo dovrà esser coerente alla vigente normativa per i diversamente abili, in caso di piano rialzato è necessario prevedere un sistema di montascale o scoiattolo.

È obbligatoria la costituzione in società per avviare una Co-House?

, è obbligatoria.

In quale forma giuridica bisogna costituirsi per la gestione di queste strutture?

La forma giuridica prevista per la gestione di una Co-House è la Cooperativa Sociale. È possibile anche costituirsi in altre forme societarie ma la Cooperativa è preferibile.

 

Non è possibile aprire una Facciamoci Compagnia se si è costituiti in Associazione.

 

La Cooperativa Sociale è caratterizzata da un minimo di 3 soci e viene costituita con atto notarile.
Nell’oggetto sociale della cooperativa è necessario inserire la possibilità di gestire strutture residenziali per anziani.

Di che personale si necessita per la gestione di una Co-House?

Il personale necessario per la gestione di una Co-House è differente da regione a regione in base alle singole normative ma in generale le figure sempre presenti nell’organigramma richiesto sono le seguenti:

 

  • coordinatore (Laurea magistrale in sociologia/psicologia/scienze dell’educazione),
  • operatore O.S.S./O.S.A. ,
  • infermiere a chiamata.

Quanti anziani possono essere accolti in queste strutture?

Il numero massimo di nonni e nonne che possono abitare una Co-House “Facciamoci Compagnia” varia da regione a regione con un minimo di 6 ad un massimo di 12, ovviamente personale e caratteristiche strutturali necessarie per la gestione dell’attività variano in maniera proporzionale al numero di anziani.

A quanto ammonta la retta media di un/a nonno/a che vuole abitare in una Facciamoci Compagnia?

La retta che calcoliamo varia da regione a regione. Anche all’interno della stessa regione vi possono essere delle ovvie divergenze di prezzo a seconda che la Co-House si trovi in città in cui il costo della vita è maggiore rispetto ad altre.

 

Facciamoci Compagnia supporta il Co-Houser nell’analisi di mercato e nella scelta della retta da richiedere al proprio ospite.

 

Possiamo afferire che si va dai € 1500.00 ai € 2500.00 al mese.

 

Come spesso accade nel caso in cui l’anziano percepisca una pensione di € 1100 al mese (la media italiana è di circa € 1100.00 al Sud, € 1400.00 al centro e € 1300.00 al nord), per la restante parte provvederanno i figli.

Il comune contribuisce alla retta?

Il comune contribuisce alla retta solo in determinati casi di disagio sociale. Non tutte le regioni prevedono la stessa retta di compartecipazione alla spesa mensile.

Possiamo fare affidamento solo sulle rette del comune?

Assolutamente no! Il servizio deve esser inquadrato come un servizio privato.

 

Potrebbe esser prevista la compartecipazione da parte della pubblica amministrazione ma questo potrebbe avvenire solo in pochi determinati casi. Il settore della residenzialità della terza età è un settore in forte sviluppo. La pubblica amministrazione non potrebbe mai reggere il peso della gestione di tutto il carico di persone che richiedono tale servizio. È quindi necessario pensare a tali attività in un ottica di servizio privato.

 

Oggi esistono le case di riposo (nel gergo comune ospizi), strutture di medio/grande dimensione nelle quali decine, ed a volte centinaia di persone, vivono sentendosi dei numeri.

 

L’obbiettivo di Facciamoci Compagnia è rendere un servizio a dimensione umana, economicamente sostenibile, che renda l’anziano protagonista attivo della propria quotidianità continuando quelle prassi ed abitudini che caratterizzavano la propria vita prima dell’ingresso in una Facciamoci Compagnia. Tale obbiettivo non potrebbe mai esser raggiunto in strutture altamente dispersive.

Quali spese di gestione ci sono?

Le spese di gestione sono:

 

  • l’affitto (se la struttura non è di proprietà),
  • gli stipendi dei dipendenti con contratto C.C.N.L. Cooperative sociali (sempre meglio lavorare nella propria struttura),
  • utenze (acqua, gas e luce),
  • spesa alimentare e casalinghi,
  • costi di consulenza (commercialista e consulente del lavoro),
  • costo adesione al Network “Facciamoci Compagnia”.

 

Indipendentemente dalle rette e dai diversi territori abbiamo calcolato un’incidenza totale dei costi di gestione al 60% rispetto alfatturato.

Facciamoci Compagnia assicura da subito di riempire le Co-House degli aderenti al network?

In totale sincerità e per onestà intellettuale, non ci sentiamo di dirvi che dal giorno dopo l’apertura sarà garantita la piena occupazione dei posti letto disponibili.
Siamo convinti della qualità dell’iniziativa e che tante persone vorranno entrare in una Facciamoci Compagnia ma è bene che si comprenda il concetto del rischio d’impresa.

 

Quando decidemmo di aprire la nostra Co-House anche noi ci chiedemmo se l’avremmo riempita o meno. Il tempo ci ha dato ragione ma ovviamente, ed in questo vi prego di apprezzarci, non ci sentiamo di dire a nessuno che in un mese la struttura sarà piena.

 

Una cosa però ci conforta e ci ha confortato dal primo minuto: i dati.
I dati ISTAT parlano chiaro, la popolazione di over 65 anni è in continuo aumento e quello che oggi comincia ad essere un argomento di pubblico interesse tra 10 anni, a nostro avviso, sarà l’argomento preminente nella gestione delle politiche economiche del Paese. Siamo quindi convinti che Facciamoci Compagnia potrà divenire uno standard nella gestione della residenzialità della terza età.

Come funziona l’adesione al network?

Per aderire a Facciamoci Compagnia ed avviare una Co-House è necessario partire da due punti ben precisi:

 

  • aver individuato un immobile coerente ai criteri sopra descritti,
  • possedere la capacità finanziaria per avviare l’attività.

 

L’adesione avviene attraverso la sottoscrizione di un contratto di appalto servizi che consente al Co-Houser di avere una fase di start-up veloce e ben coordinata. Uno staff con esperienza senior nel settore sociale sarà da supporto a tutta la prima fase dell’avviamento. Nel contratto di servizio sono descritti i servizi e le forniture rese sia nella prima fase (primo anno) che nella seconda fase (dal secondo anno in poi).

Vantaggi dell’adesione

I vantaggi dell’adesione sono davvero molti.

 

I Co-Houser Facciamoci Compagnia condividono contatti e servizi resi attraverso l’innovativa piattaforma informatica da noi prodotta.

 

Tale piattaforma informatica consente la gestione di alcuni importanti servizi e procedure interne, quali:

 

  • diario farmaceutico,
  • registro delle visite,
  • redazione e gestione del pai,
  • scadenziario,
  • gestione turni,
  • agenda,
  • anagrafica anziani,
  • referenti degli anziani,
  • riordino consumabili.

 

È importante sottolineare l’impatto di una pubblicità realizzata per il network la cui risonanza ha attirato l’attenzione di medianazionali.

 

Hanno parlato di noi:

 

 

Chi decide di avviare una Co-House Facciamoci Compagnia potrà contare su di un supporto sia nella fase di start-up che nella gestione della struttura che a tutti gli effetti rappresenta un’alternativa umana e sostenibile alle case di riposo.
Fai girare la voce: condividi questa pagina!